fbpx

Oltre il Velo

Cos’è il dolore e perché non va confuso con la sofferenza

Quando finisce una relazione, o più in generale quando perdi qualcuno, sei trafitta dal dolore e questo è un passaggio quasi inevitabile.

“Quasi” perché il dolore è direttamente proporzionale all’investimento emotivo che hai fatto su quella persona o su quel rapporto, quindi se l’investimento emotivo era minimo o non c’è proprio stato, o magari l’hai ritirato molto tempo prima che la relazione finisse, allora non proverai dolore, ma magari sollievo, liberazione, tristezza dovuta a varie circostanze, paura di restare sola, ma non dolore.

Il dolore reale è acuto, come una pugnalata allo stomaco, ti sembra quasi di spaccarti a metà, ma non è una perdita di energia. Anzi, è energia tua, che torna a te. La famosa crepa da cui entra la luce

Quando investi emotivamente su qualcuno, doni a quella persona parte della tua energia vitale. Fai un investimento energetico, dedichi una parte di te a lei, immagini il futuro, modifichi il tuo presente. Quando la relazione termina quell’investimento energetico, quella energia che è tua, torna a te. O, per meglio dire, ti torna addosso come un elastico, attraversando i tuoi corpi energetici. Ti lacera per tornare a te. Ed ecco il dolore.

E’ però un dolore positivo, che ti cambia in meglio, perché ti arricchisce: quando ti riappropri di quella parte di te non torni come prima, ma cresci, diventi una te migliore, più consapevole, più evoluta. Più grande.

Come dicevo, il dolore è acuto. Può durare più o meno a lungo a seconda di quanto è stato il tuo investimento energetico e della tua velocità di recupero, ma prima o poi termina e ti arricchisce. Ti lascia più matura di come ti ha trovata.

La sofferenza è invece uno stato emotivo che si autoalimenta. E’ la situazione di chi è insoddisfatto di sé e della propria vita, ed è molto più stagnante e sorda del dolore. Se ne può alimentare, certo: cresce nutrendosi di ogni esperienza che risuona al suo stesso livello vibrazionale e continua a creare nella tua vita situazioni di insoddisfazione, in modo da trarne nutrimento in un circolo vizioso.

La differenza è sottile, ma sostanziale: il dolore è sano, la sofferenza no. Dato un importante investimento emotivo, il dolore è (quasi) inevitabile, la sofferenza no.

Il dolore si esaurisce, e ti lascia arricchita.

La sofferenza, no. Ma si può riconoscere e far cessare, alla luce della consapevolezza.